Zach Cregger è completamente fuori di testa. Non c’è un altro modo per dirlo dopo essere usciti dalla sala. Quando annunci che farai un film su Resident Evil citando come riferimenti La Casa 2 e Mamma ho perso l’aereo, la gente pensa a una provocazione da ufficio stampa. Poi vedi il film e ti rendi conto che era serissimo. Ha preso uno dei marchi videoludici più intoccabili, venerati e pesanti della storia della cultura pop e ne ha fatto una fottuta parodia splatter, divertentissima, sanguinaria e volutamente iconoclasta.
I puristi di Capcom lo odieranno a morte. Hanno già iniziato a farlo coi trailer e continueranno adesso che il film è fuori. Niente Leon col ciuffo da boyband, niente giacche rosse di Claire, niente Jill Valentine che fa la dura. Cregger azzera l’intera galleria di eroi infallibili e ci mette al centro un poveraccio qualunque: Bryan. Un corriere sottopagato che si ritrova dentro un pronto soccorso stracolmo, accetta una consegna extra pagata il doppio per il Raccoon General Hospital e parte in auto dicendo di avere le catene per la neve sui Monti Arklay quando in realtà non ha manco il raschietto per il ghiaccio. Sta al telefono a litigare con la ragazza, si distrae, sbanda e investe una tizia in mezzo alla bufera. Da lì parte una discesa agli inferi lunga novanta minuti dove Bryan si ritrova incastrato in un incubo più grande di lui solo perché era la persona sbagliata, nel posto peggiore possibile, all’ora più sfigata della notte.
Partiamo da quello che mi è piaciuto
La genialità di Cregger — che dopo Barbarian e Weapons piazza la sua zampata più anarchica — sta nell’aver capito una cosa fondamentale: prendere Resident Evil sul serio al cinema è una trappola che non ha mai funzionato. Il gioco ha sempre avuto un’anima camp, involontariamente grottesca e sopra le righe. Cregger la abbraccia senza vergogna e costruisce un meccanismo comico-orrorifico che ricorda il primissimo Peter Jackson di Splatters, l’Edgar Wright de L’alba dei morti dementi o il Drew Goddard di Quella casa nel bosco.
Da una parte c’è l’orrore puro: la tensione la sa gestire a occhi chiusi, le creature sembrano uscite da incubi di Brian Yuzna o dal body horror viscido di David Cronenberg, con masse di carne che si fondono tra loro ricordando La Cosa di Carpenter. Gli effetti pratici fanno schifo nel modo migliore possibile, il sangue schizza a secchiate e certe sequenze negli ospedali o nelle fogne sono claustrofobiche da farti mancare il fiato.
Dall’altra, però, ti ritrovi a ridere di gusto ogni due minuti. Perché Cregger prende tutte le assurdità che accettiamo passivamente mentre abbiamo un joystick in mano e le sbatte contro il muro della realtà. Perché ogni singola porta di questo posto è chiusa con un lucchetto assurdo? Perché non possiamo sfondare una staccionata di legno marcio con un piede di porco invece di cercare quattro gemme colorate? La battuta del film è racchiusa in una scena pazzesca: Bryan trova un fucile, prova a imbracciarlo convinto di saperlo usare e va nel panico perché non riesce a inserire le cartucce. “I videogiochi sono una cosa; sparare nella realtà è un’altra”. È la dichiarazione d’intenti di tutto il progetto.
Dove zoppica
C’è qualche sbavatura? Forse la sotto-trama del dramma di coppia tra Bryan e Michelle al telefono, che rallenta un attimo il ritmo cercando un’introspezione melodrammatica che non serviva. Ma quando il film ingrana la marcia, è un treno merci impazzito. Ci sono soggettive clamorose che imitano l’apertura lentissima delle porte del primo capitolo su PS1, inquadrature sghembe che richiamano Sam Raimi e un crescendo finale in cui la paura lascia spazio al puro delirio di sopravvivenza.
Quindi, ci vai o no?
Non è il film che volevano i fan ortodossi che chiedevano l’ennesimo compitino mimetico. È molto meglio: è un horror libero, cattivo, che si prende gioco del mito per rendergli omaggio nel modo più punk possibile. Cregger ha già detto che non toccherà mai più il franchise dopo il veleno che gli hanno vomitato addosso. Peccato, perché un miracolo così fresco, intelligente e divertente non ricapiterà tanto presto.
Andate in sala senza paraocchi e godetevi lo spettacolo: vi divertirete come matti.
Scheda
| Titolo | Resident Evil |
| Regia | Zach Cregger |
| Cast | Austin Abrams, Paul Walter Hauser, Zach Cherry, Kali Reis |
| Durata | 93 minuti |
| Uscita | settembre 2026 |
| Voto | 7/10 |
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