Pragmata: Fantascienza Esistenziale tra Acciaio e Memoria

Dopo anni di silenzi e rinvii, Pragmata è esploso sulle scene come un’opera di “fantascienza esistenziale” che sembra nata da una collaborazione impossibile tra Hideo Kojima e il team di Resident Evil. Non è il solito action sci-fi; è un’esperienza claustrofobica, poetica e a tratti disturbante che interroga lo spettatore sul significato della protezione e della memoria.

Diana e il Cavaliere: Un Legame Oltre il Bio-Meccanico

Il cuore del gioco non è il combattimento, ma il rapporto tra il protagonista in armatura (l’Astronauta) e la piccola Diana. La bambina non è un semplice “carico da scortare”: le sue capacità di alterare la realtà e la sua natura enigmatica creano una dinamica di dipendenza reciproca che ricorda le atmosfere di The Last of Us, ma traslate in un contesto asettico e lunare. Diana è la chiave per decodificare un mondo che ha smesso di avere senso per gli esseri umani.

Gameplay: Massa, Inerzia e Tensione

Per un pubblico maturo che cerca sfida, Pragmata offre un sistema di combattimento fisico e pesante:

  • Fisica delle Armi: Ogni colpo di cannone o gadget tecnologico ha un rinculo e una gestione delle risorse che richiede pianificazione, non solo riflessi.
  • L’Ambiente come Nemico: La Luna (e le stazioni spaziali) sono territori ostili dove la gestione dell’ossigeno e l’integrità della tuta aggiungono uno strato di ansia costante.
  • Art Design: Esteticamente, il gioco è un capolavoro di “NASA-punk” sporco e logoro. La tecnologia non è magica; è vecchia, ammaccata e soggetta a guasti.

L’Orrore del Vuoto

Il gioco eccelle nel trasmettere il senso di isolamento. Le minacce che popolano il mondo di Pragmata — entità sintetiche che imitano la vita organica in modi grotteschi — offrono una componente horror psicologica che eleva il titolo sopra il banale sparatutto spaziale. La violenza è secca, precisa e sottolineata da un comparto tecnico che sfrutta il ray-tracing per creare contrasti accecanti tra il buio profondo dello spazio e le luci al neon delle stazioni.

I Limiti: Una Narrazione Ermetica

Il difetto principale risiede nella sua cripticità. Capcom ha scelto la strada del “non detto”, il che potrebbe frustrare chi desidera una trama lineare. Alcuni segmenti platform in assenza di gravità, inoltre, risultano meno rifiniti rispetto alla solidità del combattimento a terra, spezzando a tratti l’immersione.

Verdetto: Un’Odissea per Pochi

Pragmata è un titolo ambizioso che premia la pazienza e l’osservazione. È un gioco adulto perché non ha paura di restare in silenzio e di lasciare che sia l’ambiente a raccontare la tragedia della caduta dell’uomo. Un acquisto obbligatorio per chi cerca una fantascienza che faccia pensare tanto quanto sparare.