Matthew Perry, per molti, sarà sempre Chandler. Basta rivedere una scena di Friends per ritrovare quella battuta detta un secondo prima che la situazione diventi troppo seria. Ma cosa ricordano di lui le persone che lo conoscevano lontano dal set? The One About Matthew Perry, la docuserie Netflix del 27 ottobre 2026, parte dai loro racconti.
Alla regia c’è Mary Robertson, con la produzione di Maxine Productions. Nelle informazioni diffuse da Netflix compaiono fotografie e filmati dell’archivio familiare, insieme alle testimonianze della sorella Mia Perry Bowick e di amici e colleghi. Il materiale privato affianca quindi la parte della sua vita che il pubblico conosce attraverso la televisione.
Tra gli intervistati ci sono Roger Castillo e David Pressman, che gli sono stati amici per decenni. Arrivano poi le voci di chi ha lavorato con lui: Kevin Pollak, Jeff Strauss, autore e produttore della prima stagione di Friends, e Warren Littlefield, l’ex presidente di NBC Entertainment che approvò il pilot della serie.
La storia di questo documentario comincia però da un libro. Nell’intervista a PEOPLE, ripresa da AOL, Robertson racconta di aver letto l’autobiografia di Perry, Friends, Lovers, and the Big Terrible Thing, appena uscita nel 2022. La finì in un giorno. A colpirla furono la sincerità con cui l’attore parlava di sé e le battute che trovavano spazio anche nei ricordi più duri.
Robertson scrisse ad alcune persone legate alla pubblicazione per proporre un documentario. Non ricevette risposta. Dopo la morte dell’attore tornò a cercare quei contatti e riuscì ad avviare il progetto con Netflix. In seguito mandò una lettera a Mia, che accettò di parlarne con lei. Il primo incontro avvenne in videochiamata, insieme al marito della sorella.
La regista spiega anche perché voleva ascoltare la famiglia: Perry aveva già raccontato la propria dipendenza in prima persona; restava da sentire chi gli era stato accanto. E voleva lasciare spazio al suo umorismo. Chi gli voleva bene, racconta Robertson, le aveva fatto capire quanto avrebbe tenuto a quella parte di sé.
Mia ne ha parlato anche a TODAY il 26 ottobre. Ha ricordato quanto poco sapesse della dipendenza quando suo fratello aveva iniziato a parlarne. Col tempo ha imparato a comprenderla come una malattia: questo aiutava a capire perché non riuscisse a smettere e a non vivere ogni ricaduta come qualcosa rivolto contro la famiglia.
Da lì, ha spiegato, è cambiato anche il modo di stargli vicino: meno tentativi di controllare quello che accadeva, più comprensione. Mia è poi diventata psicoterapeuta, lavorando nel trattamento delle dipendenze. La sua esperienza con Matthew ha avuto un peso anche in quella scelta professionale. Sono ricordi che riguardano anni di rapporto con un fratello, con le difficoltà di chi cercava di aiutarlo.
La docuserie dura complessivamente 181 minuti, divisi in tre episodi. La scheda Netflix riporta 58 minuti per il primo, 61 per il secondo e 62 per il terzo. In pratica, circa tre ore: il tempo di una serata, oppure tre appuntamenti separati.
Le sinossi seguono la sua vita in ordine. Si comincia con gli inizi da aspirante attore e l’arrivo di Friends. Nella seconda puntata la carriera si intreccia con una dipendenza sempre più difficile da gestire, tra ricoveri e ricadute. La terza affronta gli ultimi anni, una grave crisi di salute e le circostanze della morte.
E gli altri protagonisti della sitcom? Non ci sono nuove interviste ai cinque colleghi di Friends: Netflix precisa che appaiono nei filmati d’archivio. È bene saperlo prima di mettersi davanti allo schermo aspettandosi un altro incontro del cast. Qui a parlare sono soprattutto familiari, amici e collaboratori.
Per cercarla su Netflix, il titolo è The One About Matthew Perry. Su Tudum si può vedere anche il trailer ufficiale. Le testimonianze annunciate promettono di far conoscere il fratello e l’amico che gli spettatori, per quanto affezionati a Chandler, non potevano incontrare attraverso una sitcom.
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