LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro – Gotham fatta di mattoncini non è mai stata così cupa

Non pensavo che un gioco di mattoncini potesse essere così cupo… e invece!

Allora, parliamoci chiaro: quando ho preso in mano LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro, pensavo alla solita formula simpatica della Traveller’s Tales, fatta di battutine, collezionabili ovunque e distruzione compulsiva di divani fatti di mattoncini. E invece? E invece mi è crollato addosso un gioco che, pur mantenendo quell’ironia LEGO inconfondibile, c’ha una spina dorsale da vero thriller noir che non mi aspettavo minimamente. È incredibile come siano riusciti a unire la spensieratezza dei mattoncini a un’atmosfera che a tratti sembra quasi quella dei vecchi capitoli di Arkham.

La trama vi giuro che è un gioiellino di fan service fatto bene, di quelli che ti fanno godere se ami i fumetti della DC. Gotham City è enorme, cupa, perennemente bagnata dalla pioggia, ed è divisa in quartieri che sono uno spettacolo da esplorare. Il Cavaliere Oscuro si ritrova a dover gestire un’emergenza totale dove tutti i cattivi storici sembrano muoversi secondo un piano preciso, quasi invisibile. Ma la cosa figa è la dinamica con i comprimari (la Bat-famiglia, per intenderci): non sono semplici spalle da switchare con un tasto per risolvere il puzzle di turno, ma hanno un peso reale nella storia, con dialoghi scritti da Dio che mettono in mostra i contrasti interni al gruppo.

Il gameplay ha fatto un salto in avanti pazzesco rispetto al passato. Le meccaniche di combattimento sono molto più fluide, ci sono le combo, le parate a tempo e una gestione dei gadget di Batman che ti fa sentire davvero il più grande detective del mondo. E poi visivamente raga… che roba. Il contrasto tra i riflessi delle pozzanghere sulle strade di Gotham e la plastica lucida dei personaggi LEGO è una gioia per gli occhi. Il motore grafico fa un lavoro maniacale con le luci al neon e le ombre lunghe che tagliano i vicoli, creando un’atmosfera pazzesca che ti pulisce gli occhi.

Il problema vero però sapete qual è? Che per fare contenti i completisti hanno esagerato. A metà strada, la mappa si riempie di una quantità industriale di sfide secondarie, enigmi dell’Enigmista (sempre lui, immancabile) e mattoncini d’oro da raccogliere che rischiano di spezzare troppo il ritmo della storia principale. Se vi fate prendere dalla frenesia di raccogliere tutto subito, il gioco diventa inevitabilmente ripetitivo e vi rovina il climax della narrazione, che invece merita di essere goduto tutto d’un fiato.

Resta il fatto che L’eredità del Cavaliere Oscuro è probabilmente il miglior titolo LEGO mai creato negli ultimi anni. Ha avuto il coraggio di osare, di prendere un brand storico e di dargli una sfumatura più matta e profonda, senza però perdere la sua anima accessibile a tutti. Finisci la campagna principale e ti resta addosso una voglia matta di rimetterti il mantello e continuare a girare per i tetti di Gotham. Voto 8.5 pieno, un acquisto obbligato sia che siate cresciuti a pane e Batman, sia che cerchiate solo un gran bel gioco d’azione.